Tra Innsbruck e la Baviera alla ricerca di quel matto di Ludwig II

5 avanti Lizzie, ovvero Agosto 2012

 

ORGANIZZAZIONE

Rispetto al viaggio nella West Coast, nella nostra cara Europa ci siamo sentiti a casa. Perciò non abbiamo prenotato nulla prima di partire e abbiamo fatto un viaggio veramente on the road. Ci siamo limitati a leggere un po’ di diari di viaggio, e appuntarci le tappe significative del viaggio.

 

CONSIGLI

Fate assolutamente come noi: viaggiate on the road. Una zimmer o una Gasthaus la trovate sicuramente sul vostro percorso. Pianificare le tappe nel dettaglio significa limitarsi!

 

CON IL SENNO DI POI

Prenotate via internet i biglietti per i castelli: le code, almeno in Agosto, sono davvero lunghe.

 

COSA LEGGERETE IN QUESTO DIARIO

Durante il viaggio abbiamo scritto entrambi il nostro diario personale. Ogni luogo è stato condiviso ma anche vissuto in modo unico e diverso. Abbiamo deciso di mettere nel web entrambi i diari, per non far torto a nessuna sensazione e per non rovinare ciascun ricordo.

Probabilmente in alcune parti il racconto vi sembrerà disomogeneo, perché abbiamo omesso alcune parti più personali.

I consigli per il viaggio posti in calce a ciascuna tappa sono gli stessi in entrambi i diari.

 

DA QUI IN AVANTI QUESTO E’ IL DIARIO DI MASSIMILIANO! … a  rischiesta anche quello di Martina!

 

 

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ASPETTATIVE

Padova, 10 Agosto 2012

[…]

Attendo questo viaggio da un po’, con la speranza che mi faccia riassaporare il gusto del viaggiare, senza andare in cerca di una gara contro il tempo per fare più cose possibili… ma viaggiare per il gusto di vivere i posti, i luoghi la gente… con gli imprevisti, senza bisogno che tutto sia programmato.

Di qui l’idea e la voglia di viaggiare on the road, nel vero senso della parola. Senza prenotare alberghi, senza un piano ben dettagliato. Anche se un piano di massima c’è.

Della serie: va dove ti porta il cuore.

Mi aspetto un viaggio dai ritmi blandi, in cui il piacere di vedere sia al di sopra della smania del fare. Sogno un viaggio rilassante.

[…]

Il rischio è un po’ quello di vivere sulle ceneri di un’esperienza irripetibile, quella del viaggio dell’anno scorso nella West Coast. Non voglio caricare questo viaggio di quelle aspettative: sono certamente due cose diverse. Mi ricordo il grande senso di libertà: questo sì vorrei riprovarlo.

Partiamo. Con un po’ di bagagli,  e un atlante d’Europa.

[…]

 

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1° giorno – INNSBRUCK

Imst, 11 Agosto 2012

Siamo partiti questa mattina all’alba: sveglia alle 6.00, alle 7.00 eravamo pronti per partire. Abbiamo caricato in poco tempo la macchina, e la Marti si è messa alla guida. Visto il sabato da bollino nero, ci siamo incamminati piano piano per la Valsugana (da Padova, ndr). Ottima scelta, visto che appena entriamo in Autobrennero iniziano i rallentamenti. La Valsugana non ci piace, ce lo siamo detti diverse volte. Non vediamo l’ora di vedere le montagne vere, quelle di Heidi.

In macchina sgranocchiamo qualche biscotto, do il cambio alla Marti, ascoltiamo un po’ di musica. La Marti mi racconta la storia di Franz e Sissi e così entriamo in clima viaggio. Mi piace!

[…]

Valichiamo il Brennero ed entriamo in Austria, giù fino a Innsbruck, dove paghiamo (accidenti!) 8 euro di autostrada austriaca (a Vipiteno ci eravamo risparmiati la corsa grazie al Telepass!).

Io comincio a rompere con la storia del trampolino olimpico già parecchi chilometri prima di arrivare a Innsbruck: quando arriviamo all’info point alle porte della città, è la prima cosa che chiedo, oltre all’immancabile mappa.

Facciamo una breve passeggiata sotto il trampolino e mi faccio scattare un’immancabile foto.  […]

Parcheggiamo l’auto in un parcheggio al coperto (ci costerà 11 euro per 5 ore!!!) e ci avventuriamo alla scoperta di questa cittadina di 130.000 abitanti. Rimaniamo sorpresi nel vedere le strade piene di gente. Ci aspettavamo il deserto, come a Villach. Invece il centro è vivace e, non serve a dirlo, pulito e ordinato.

[…]

Visitiamo una porta di ingresso alla città e poi ci avviamo verso il tetto d’oro, il simbolo della città. La via centrale è colorata, vivace e… la fame è tanta. Così ci infiliamo in ristorantino a mangiare un Bratwurst, tipico wurstel bavarese bianco con tanta verdura, in particolare crauti e patate. Mica male come pranzo!

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Ci starebbe un sonnetto postprandiale, e invece veniamo attratti dai colori di un locale pieno di cilindri pieni di liquori: la ragazza che serve manca qualche rotella… parla un italiano proprio buffo e ci fa fare un sacco di assaggini! E’ troppo simpatica, e forse è proprio la sua affabilità a farci comprare il liquore alla vaniglia, il migliore di quelli assaggiati, anche se grappa al mirtillo e all’albicocca non erano da meno.

La Marti mi trascina a visitare il Museo di Sissi, che poi non era così male, e io la trascino fin su alla torre. […]

Non poteva mancare poi una foto sull’Inn Brucke, il ponte sull’Inn. Di lì un giretto al lungo fiume, dove c’era un’area ben attrezzata. Ci è sembrato di essere in spiaggia: sabbia, sdraio, ombrelloni…. E pure le bevande stile Minorca! Non si fanno mancare proprio niente questi crucchi!

[…]

Ci siamo avviati in statale verso Imst un po’ per cercare qualche bel posto per passare la sera, un po’ perché non avevamo la vignetta. Dopo una ventina di chilometri ci siamo stufati e abbiamo preso l’autostrada.

Imst, sebbene faccia provincia, è un paese davvero piccolo. Alle cinque era già tutto chiuso. Qui parte la ricerca del primo alloggio. […] E così, salendo un po’ fuori dal centro, ci imbattiamo in una bella casetta sopra al paese.

Entra la Marti e si dice qualcosa con quella signorotta austriaca: mi fa un cenno positivo e un bel sorriso. Sono contento che alla Marti piaccia. Facciamo la doccia e andiamo in paese a piedi a mangiare. Mi prendo un ottimo piatto di carne e patate, la Marti gli spätzle. Cena ottima, siamo più che soddisfatti. […]

 

CONSIGLI

  1. A Innsbruck cercate un parcheggio un po’ fuori dal centro: abbiamo pagato più di 10 euro per 4 ore e mezza! (in generale il parcheggio si paga ovunque!)
  2. La Vignetta serve dopo Innsbruck Sud: se volete visitare la città non vi serve!

 

DA NON PERDERE

  1. Camminata per il centro storico di Innsbruck
  2. La visita alla torre
  3. Il negozio che vende liquori (guardando il tetto d’oro, a sinistra sotto il portico)

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Innsbruck era nata come meta di transito per spezzare il viaggio: in realtà ci è molto piaciuta!

 

 

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2° giorno – ALPEN COASTER E LINDERHOF

Hopfensee, 12 agosto 2012

[…]

A colazione abbiamo incontrato uno strano personaggio, un tipo biondo, bel capello, un figaccione, con la tuta dell’Italia. Era un maestro di arrampicata: ci ha spiegato il suo sport, abbiamo fatto un po’ di ciacoete “da viaggiatori”. Mi piace questo stare con le persone in altri posti, ascoltare le loro storie.

Direzione: pista di slittino! Durante il viaggio in macchina mi son divertito a stuzzicare la Marti, a mettere un po’ di adrenalina nel gioco. “Ma sei sicura di farcela? Andiamo veloci” oppure “Tranquilla, se non ce la fai vado da solo”. Penso di averle messo ancora più spaga e abbia messo di pepe alla cosa. In seggiovia eravamo gli unici, immersi nel silenzio: intorno a noi le Alpi. […]

Sotto di noi la pista scendeva divincolandosi tra alberi, prati, staccionate. Pista libera. Eravamo belli carichi. Scendiamo dalla seggiovia e dopo la foto di rito, montiamo sullo slittino giallo. Ci leghiamo saldamente le cinture e … viaaa. Dopo una partenza titubante, prendiamo confidenza con il mezzo: bello piantato sulle rotaie. Si poteva esagerare e così siamo scesi a manetta urlando a squarciagola. Il “vai pianooo, vai pianooo” della Marti si è trasformato in un “Uaaaaa, che figata, ancora ancora”. Ci siamo divertiti, buttando fuori il bambino che è in noi. Oltre 5 minuti di adrenalina.

Non c’è troppo tempo per fare il canyon che avrei voluto vedere (magari lo lasciamo per la prossima volta, d’inverno!), e così ci dirigiamo verso la Germania. Troviamo coda per andare verso il passo, non me l’aspettavo. Poco male, tiriamo fuori dalla nostra cassetta dei biscotti e delle gallette di riso, abbassiamo il finestrino e ci godiamo l’aria di montagna.

Il paesaggio è quello alpino, la Marti alla guida. Ci accompagna della buona musica da viaggio, tra le altre la musica della Barilla. […]

Ci fermiamo a fare diesel, ma che coda? La regalano? No, 1.46 €/l.

Attraversiamo boschi, arriviamo a un lago. Il posto giusto per pranzare! Parcheggiamo la macchina e ci prendiamo un Bratwurst bello onto. Lo mangiamo in riva al lago, prendendoci il sole. Mica male.

Ripartiamo alla volta di Lindherhof. Davvero una bella villa. Il giardino è immenso. L’interno è sfarzoso, oro dappertutto… il tavolo che va sotto… i pavoni… la sala degli specchi. La grotta è davvero un’esagerazione, ma i giochi di luci sono proprio belli. La giornata è stata lunga e siamo stanchi. Ci sediamo a prendere un geatin e a fare un giretto a negozietti di souvenir.

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Al ritorno guida la Marti, ascoltiamo buona musica e ci godiamo il viaggio. Si perché si diceva, è anche bello stare in macchina. Non se c’è coda però. Torniamo indietro e prendiamo una strada secondaria.

Arriviamo a Fussen, dove c’è molto traffico. Iniziamo la ricerca dell’hotel. Entriamo in un bel baracchino dell’azienda turistica dove c’è un lungo elenco di hotel, facciamo un po’ di telefonate. Tutto pieno. Procediamo a tentativi, ma fuori tutti cartelli rossi “belegt”. Andiamo avanti, bussiamo ad u po’ di porte. […] verso la quindicesima un “zimmer frei”? “ja”

Un sospiro di sollievo. […]

Mi ero ripromesso di non usare il cellulare, ma ho dovuto usare anche il navigatore per arrivare a destinazione, in cime ad una collina in mezzo ai prati verdi. Davvero suggestivo. Anche la puzza di cacca. Dormiremo a fianco di una stalla, in una bella casa alpina. Con vista sui castelli!

Ci accoglie una tedescona, non parliamo la stessa lingua. CI capiamo a gesti, sono 25 euro a testa. Mica male. Il bagno e la doccia sono in comune, la camera non ha le tapparelle né gli scuri. Ma mi piace. E’ questo lo spirito del viaggio. Adattarsi alle situazioni. Un po’ quello che ci aspetterà nella nostra vita.

Ci portiamo sul lungolago per mangiare: mangiamo abbondante in un posto con vista lago e tramonto. E poi facciamo una romantica passeggiata lungolago. C’è anche una file di barca illuminate dalle quali viene suonata della musica bavarese. Molto caratteristico.

Torniamo alla base, dove la Marti rincontra il suo amichetto “spitzl”, un gattino spelacchiato che ha tanto bisogno di coccole. In pigiama ci godiamo il panorama dal terrazzo. Colline morbide e lì in fondo le sagome dei monti. Un po’ sotto i castelli che domani andremo a vedere. E sopra di noi una stellata fantastica.

Una stella cadente squarcia il cielo: è rapida quanto luminosa.

Esprimiamo un desiderio.

CONSIGLI

  1. Fermatevi al laghetto di Piansee per il pranzo: ottimo posto di relax
  2. Fermatevi a dormire sulle colline vicino a Hopfensee: il paesaggio è davvero stupendo e se siete fortunati come noi vedrete i castelli dalla terrazza

 

DA NON PERDERE

  1. Alpen Coaster: fatelo in due, si acquista maggiore velocità! Attenti che vi fanno anche l’autovelox! J
  2. Durante la visita del castello di Linderhof non perdetevi la grotta!

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Ci siamo alzati molto presto e sull’Alpen Coaster eravamo tra i primi: davanti a noi in pista non c’era nessuno. Sarebbe stato un peccato avere una lenta famigliola davanti a noi

 

 

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3° giorno – CASTELLI

Fussen, 13 Agosto 2012

Oggi ho davvero sentito di essere in viaggio.

Sveglia alle prime luci del sole. Eh sì, non ci sono le tapparelle. Guardo fuori e vedo distese di prati verdi. Che pace. […]

Scendo per colazione e mi accomodo al tavolo: ci sono 7-8 persone, di nazionalità diverse. Al tavolo con me c’è una famiglia di olandesi: parlando insieme scopro che il ragazzino studiava il latino. In Olanda, come si fa a studiare il latino? Mah. Nel frattempo arriva anche la Marti, e… beh, sappiamo le sue ciacoete. Tra un sorso di caffè e un po’ di pane e marmellata ho bevuto dell’ottimo latte di vacca.

Facciamo in fretta i bagagli e ci avviamo per i castelli.

Parcheggio a pagamento: che rabbia, come se uno venisse qua a piedi. Ci avviciniamo alla cassa: una fila interminabile. Aveva ragione Martina, bisognava prenotare. E così aspettiamo una buona oretta in coda. Presi i biglietti, cominciamo i nostri giretti (anche a bancarelle!!). Le nostre visite saranno in inglese, per guadagnare tempo rispetto alle visite italiane. Meglio così: mi risparmierò il casino che fanno gli italiani. Dopo una breve passeggiata in mezzo al bosco, arriviamo al castello di Hohenschwangau, il castello giallo, quello fatto costruire da re Massimiliano. Dentro è davvero un castello delle fiabe: non lo sfarzo del castello di ieri, piuttosto stanze curate. Al piano terra un rosa pastello (femmina!) e al piano superiore un blu (maschio!). Nulla di eccessivo, a posteriori si rivelerà il castello che più rispecchia la mia personalità. Molto bella la stanza da letto del re (tutta dipinta, sul cielo i cristalli a mo’ di stelle); bella anche la stanza del trono con vista lago. Cigni dappertutto, anche nel parco. Dopotutto Shwan significa cigno ed è il simbolo della casata.

Scendiamo dal castello e prendiamo una insalata leggera per pranzo. Il cibo germanico comincia ad appesantirci.  […]

Baviera

Nel pomeriggio di gran lena siamo partiti per l’altro castello, quello di Neuschwanstein: è stata una bella scarpinata in salita, soprattutto per il ritmo che abbiamo tenuto. Eravamo un po’ in ritardo rispetto all’orario prefissato per la nostra visita e così non ci siamo goduti troppo la camminata. Il castello è in stile medioevale, e questo mi ha sorpreso. Lo scopo del re è stato proprio quello di ricostruire un castello medioevale: arredi, porte, stanze, tutto ricorda gli antichi castelli. È molto lugubre, anche la stanza da letto, molto distante dallo sfarzo di Linderhof. Da fuori è magnifico e imponente sulla collina. Tuttavia il castello è incompleto all’interno: il re Ludwig è stato infatti dichiarato pazzo e trovato morto in un lago. E così il castello è in sostanza nuovo, mai utilizzato dal re.

Dal castello abbiamo visto un ponte sovrastare un’imponente cascata: come non andare a fare una foto? Da qui vista stupenda del castello (anche se è in restauro), da cartolina. Sotto di noi centinaia di metri di vuoto. Che stupida la gente: si ferma tutta all’inizio del ponte, quando in fondo è vuoto.

Lì in basso vediamo delle persone, e così decidiamo di scendere: la cascata è meravigliosa, e anche la vista del castello dal basso. Più in là, il torretta alimentato dalla cascata rallenta, e forma una pozza, dove ci sono tutte le pietre ammicchiate, proprio come a Minorca. Io non rinuncio a mettere i piedi in acqua e fare due passi: è proprio fredda!

[…]

Riprendiamo il cammino, il sentiero diventa via via un canyon e camminiamo su un ponteggio sopra il torrente. Che figata.

Arriviamo alla macchina, prendiamo il castelletto ricordo e… troppo tardi, per oggi niente Romantische Strasse. Decidiamo di ritornare a dormire nella nostra fattoria, certi che posto in quel buco ce ne sarà di certo. E invece ci accoglie il marito: “Frei?” “Belegt”. Sono deluso, non me l’aspettavo. Già mi rivedevo in quei prati verdi….

Ci mettiamo in cerca, non facile…. Ci inerpichiamo sulla collina, e vediamo zimmer frei! Zac. Ormai siamo bravi e abbiamo colpo d’occhio. Alla finestra si affaccia un vecchietto! Zimmer frei? Ja! Quanti euro? sechzigfunf. Capiamo che vuol dire 65 e accettiamo.

In fretta ci prepariamo per andare in centro a Fussen. Parcheggiamo (a pagamento, 5,70€) Sono quasi le sei e tutto sta per chiudere. Fussen è come l’aspettavamo, colorata e vivace. Facciamo un giretto per le strade, compriamo un po’ di frutta (le ciliegie più grosse che abbiamo mai visto) e ci buttiamo dentro un locale bavarese.

Mai scelta fu migliore. L’oste ci imbavaglia e ci porta due mega piatti (a me 10 costicine, alla Marti funghi, spätzle  e arrosto. La cena è stata davvero spensierata, mi sono divertito: ho sentito davvero la pace nel cuore. Guardavo la Marti sorridere, e mi venivano le lacrime agli occhi. Spero di rivivere dei momenti così nella mia vita.

L’oste ci ha proposto di bere a canna da una botte della grappa. Che divertente!

[…]

 

CONSIGLI

  1. Comprate il tour dei castelli in inglese e non quello Italiano: risparmiate la cagnara degli italiani
  2. Mangiate in centro a Fussen nel locale medioevale: si mangia abbondante, a poco prezzo… e l’oste vi serve direttamente in bocca la grappa

 

DA NON PERDERE

  1. Passeggiata con foto dal ponte sospeso
  2. Passeggiata sotto la cascata e nel canyon

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Prenotate i biglietti su Internet: la coda è stata interminabile (c’è il biglietto per entrambi i castelli, al museo non siamo stati)

 

 

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4° giorno – ROMANTISCHE STRASSE

14 Agosto 2012

Questa mattina ci siamo alzati nella casuccia: la “vecchia” ci ha fatto trovare la colazione pronta fuori dalla camera e noi ce la siamo goduta nel terrazzo. La vista non era delle migliori, ma l’idea di far colazione sul balcone ci è proprio piaciuta.

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Via, si parte.

Cominciamo a percorrere la Romantische Strasse tra bellissimi prati verdi. Marti, con la sua guida alla mano, mi fa notare che alle nostre spalle c’è il castello di Neuschwanstein. Ci fermiamo vicino ad una chiesetta bianca, e ci facciamo la foto di rito con gli amici.

Proseguiamo, il paesaggio mi mette tranquillità e al solito la nostra colonna sonora è più che azzeccata. Balla coi lupi. Arriviamo a Wies Kirche, mi è proprio piaciuta. Quel bianco, quei colori pastello così tenui. Peccato per i soliti cinesi!

Ci portiamo avanti con la strada, la Marti al volante. Ci divertiamo a mangiare ciliegie (e sputare i noccioli fuori), e cantiamo… è una tragitto davvero spensierato fino a Shongau. Ci facciamo un rapido giretto e proseguiamo per la Romantische Strasse.

Ormai abbiamo le Alpi alle spalle e i prati cominciano a prendere il giallo del grano tagliato. La strada ad un certo punto è interrotta. Con un po’ di fatica e non poco tempo ritorniamo sulla nostra strada. L’intento era quello di pranzare ad Augusta, ma siamo ancora lontani. E così ci fermiamo in un posto con una bandiera bianca e blu, tipica della Baviera. O della Grecia. Entriamo e scopriamo che Delphi è proprio un ristorante greco. Vabbè, io per non rinnegare i miei principi, mi prendo una schnitzel, una tipica cotoletta impanata con crauti.

[…]

Ci spostiamo fino a Nordlingen, una bellissima cittadina costruita su un cratere (così raccontano). È recintata da alte mura coperte, su cui si può anche passeggiare. All’interno ha uno stile medioevale. Ci prendiamo un pezzo di anguria e passeggiamo tra le viuzze. La Marti si sente presa dalla sua parte di guida e ci spiega per filo e per segno la storia di tutte quelle pietre: come mi fa sorridere.

Di ritorno ci fermiamo giusto per una foto al castello di Harburg, sopra la galleria della Romantische Strasse. Non ci fermiamo per una visita approfondita perché la truppa è stanca, ma forse sarebbe valsa la pena. Torniamo verso Augusta, dove parcheggiamo un centro.

Non c’è molto da raccontare, la città mi ha deluso. Molto grande, poco caratteristica. Mi ha soddisfatto invece il mezzo stinco con contorno di crauti e knodel di patate.

[…]

Siamo ritornati in albergo: elegante e moderno… quasi non ci sembra il nostro stile. Rimpiangiamo un po’ le nostre zimmer.

 

CONSIGLI

  1. Godetevi la prima parte, è la più bella
  2. Viaggiate a 60 km/h con finestrini abbassati: si respira una gran pace
  3. Preparatevi una bella colonna sonora (Balla coi Lupi, Forrest Gump) e godetevi il viaggio

 

DA NON PERDERE

  1. Una passeggiata sulle mura di Nordlingen

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Augusta non merita: è troppo grande e c’è poco o nulla di caratteristico da vedere, dormite in qualche altro paese più piccolo e caratteristico (tipo Nordlingen)
  2. Fermatevi al castello di Harburg: sembrava molto caratteristico
  3. Se avete sufficiente tempo, andate fino a Rottenburg

 

 

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5° giorno – DACHAU E MONACO

Monaco, 15 Agosto 2012

La mattina ci alziamo di buon’ora e scendiamo per fare fruhstuck! Una colazione davvero imperiale, anche la macedonia!

[…]

Le autostrade tedesche sono pulite, spaziose, e la gente corre un sacco. Ci avviciniamo a Dachau con la nuova compilation fatta dalla Marti e in meno di un’ora siamo lì.

Fuori, quel che rimane delle rotaie che portavano fin qui. Passiamo per il cancello, dove c’è scritto “ich liebe freicht”. Poco distante una foto stupenda dei prigionieri con le braccia al cielo all’arrivo degli americani mi rimette un po’ di tranquillità. L’ambiente è silenzioso, freddo, agghiacciante. Camminiamo dentro il museo, passiamo per l’anticamera fino alle docce. Qui colgo il senso di profondo disagio della Marti e usciamo a prendere un po’ di aria. Ci sediamo sul gradino di ingresso. I prigionieri non potevano sedersi.

Riprendiamo il tour ed entriamo in una sala commemorativa con delle lapidi. Mi soffermo su una lapide con delle scritte in italiano “a te mio caro xxxx” Firmato “tua moglie xxxx che invano ti ha atteso”. Mi si è stretto il cuore e una lacrima ha bagnato il mio viso. Immagino l’attesa di questa donna e lo strazio quando ha portato qui questa lapide.

Proseguiamo la visita in mezzo alle case: letti stipati su tre piani come piccionaie. Il lungo viale alberato che le collega sembra un lungo viale di un cimitero. Ci avviciniamo ai forni crematori con il mal di pancia. Entriamo, sono dei veri e propri forni. Entriamo e usciamo in velocità. Basta, non vogliamo più vedere.

Ci portiamo avanti e per strada vedo l’indicazione: Allianz Arena. Non resisto alla tentazione. Martina al volante non ci pensa due volte e prende la deviazione. Eccolo, lì davanti a noi il dirigibile. Non può mancare la foto di rito. […]

Ci avviamo verso il centro, sbaracchiamo le valigie entusiasti di scoprire una nuova città. Prendiamo la metro e ci dirigiamo verso Marienplazt. Andiamo all’info point e nel frattempo Marco ed Elisa ci raggiungono. Ci facciamo un giretto in centro, per le grandi vie. Entriamo in qualche chiesa, bianca. Mi da molto respiro. La città a pelle mi piace, mi da un senso di tranquillità. Ci fermiamo ad ascoltare un bimbo che canta l’Ave Maria. Alle 17.00 vediamo lo spettacolo del carillon sull’orologio del Ratahus, niente di speciale.

Poi si cammina un po’, per fortuna mia i negozietti sono chiusi. In una piccola galleria un gruppo suona violino e viola. È un tango e ci fa pensare al nostro prossimo corso di ballo.

Arriviamo alla pinacoteca. Girasoli, molte pitture greche, altri quadri dell’impressionismo, pitture delle Alpi. Interessanti. Un’oretta di cultura non fa male.

Ci dirigiamo verso l’Olimpiapark, dove ci han detto che d’estate si fa sempre festa. Ci accoglie un bel prato verde, su colline. Da una parte la torre e la sede della BMW. Dall’altra lo stadio olimpico con tutte le strutture a ragnatela. Facciamo un giro sulla ruota panoramica al tramonto: molto romantico. Sotto lo stadio e tutte le bancarelle. Ci prendiamo un panino onto, i soliti spätzle e delle patatine, e ci godiamo insieme agli amici una serata tedesca all’aperto.

[…]

 

CONSIGLI

  1. Tutti i musei e negozi da queste parti chiudono non dopo le 18:00. Se volete stare in città fate i vostri conti perché dopo quest’ora non riuscirete più a vedere nulla
  2. Sotto il Rathaus c’è un ottimo info point che vi saprà indicare le aperture serali dei musei
  3. Attenzione ai biglietti della metro: c’è l’opzione “partner” che vi permette di risparmiare molto

 

DA NON PERDERE

  1. Una foto davanti l’Allianz Arena, per forza
  2. Una visita serale all’Olympia Park, soprattutto se d’estate: ogni sera c’è una gran festa

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Il carillon del Rathaus va visto, ma non è nulla di che

 

 

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6° giorno – MONACO

Monaco, 16 Agosto 2012

Oggi gita al Deutsche Museum. Dopo un’abbondante colazione a base di panino alla marmellata, ma anche formaggio, prosciutto e cetrioli, prendiamo il tram sotto una pioggia battente. Finalmente… mi sembrava strano non prendere un po’ di acqua.

Il museo è grande, ma un po’ vecchio. Sincerante son rimasto un po’ deluso, forse le aspettative erano troppo alte. La parete più divertente è stata quella dei giochini meccanici, dove io e la Marti ci siamo divertiti a fare i bambini.

Poi ci siamo messi nei ruoli di professori nei nostri lavori: io l’ingegnere che spiega il funzionamento di un trasformatore, lei quello della dottoressa che dentro una cellula mi spiega il nucleo, il ribosoma e via dicendo. Mangiamo una pessima schnitzel e un pessimo bratwurst al ristorante: da quanti anni erano congelati?

Vediamo lo spettacolo del planetario, nulla di che. Vaghiamo un altro po’ per il museo e poi ci spostiamo in centro. Nel frattempo si è tirata fuori una bella giornata di sole. Io avrei fatto qualcos’altro (BWM Museum, torre, giro in rishot), ma la truppa è stanca e accontentiamo le donne che vogliono andare a fare spesucce. Io mi prendo una bella vaschetta di mirtilli e me la pappo con gusto. Sono appagato

Ci compriamo un po’ di cartoline, una maglietta e una felpa di ricordo. Passiamo un pomeriggio spensierato gironzolando per il centro della città: ci piace proprio… in attesa di andare alla mitica Birreria Hofbrauhaus.

Entriamo e ci accoglie un ambiente festoso. La musica è già partita. Coinvolti dall’atmosfera ordiniamo anche mezzo litro di birra a testa. Ma non ci faceva schifo? E vabbè insieme allo stinco andrà giù. E poi come non cantare:

Ein Prosit, ein Prosit, der Gemuetlichkeit, Ein Prosit, ein Prosit, der Gemuetlichkeit, Ein…Zwei…Trei Gsuffer!”

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[…]

 

CONSIGLI

  1. Dentro al museo non perdetevi la sezione della meccanica: è piena di esperimenti da provare

 

DA NON PERDERE:

  1. Assolutamente da fare una cena all’Hofbrahaus
  2. Viktualmarket: molto caratteristico

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Le aspettative per il museo della Scienza e della Tecnica erano forse troppo elevate: ci ha molto deluso
  2. Portatevi un panino dentro il museo: il ristorante è pessimo

 

 

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7° giorno – HERRENCHEMSEE E SALISBURGO

Wals, 17 Agosto 2012

[…]

Partiamo da Monaco con le idee non ben chiare sul da farsi. Decideremo strada facendo. A Monaco il sole splende, cerchiamo un po’ di refrigerio sulle alpi. Ci mettiamo in autostrada a direzione Salisburgo. Lungo il tragitto c’è un laghetto, il Chiemsee, nel quale c’è un’isola con un ultimo castello di Ludwig II.

Per strada vediamo una macchia di colore arancione sul ciglio. Sono zucche. Ci fermiamo e vediamo che c’è una piccola cassettina e i prezzi sono indicati sui vari mucchi. Che responsabilità civica, proprio in Italia. Tutti giocherebbero a incularli. Ci sono anche altre piante e fiori, anche i tulipani. Noi per 2,5€ (e non abbiamo fatto gli italiani) prendiamo una zucca. … anche se non ci piace!

Parcheggiamo e ci mettiamo in coda. Ne avremo per più di mezz’ora. Si avvicina un poliziotto a uno in coda e gli dice qualcosa in tedesco. Questo esce dalla file e …. Lo seguo! Si faranno da un’altra parte i biglietti? Ben detto. Mi trovo in testa alla coda per fare i biglietti. E sul traghetto troviamo posto seduti all’aperto.

[…]

La giornata è bellissima, il cielo azzurro, con delle grandi nuvole bianche. I prati verdi fanno da contrasto con il verde scuro del lago. Dal piano superiore del battello lo spettacolo è splendido.

Prendiamo il biglietto per la visita al castello e cominciamo la passeggiata nell’isola. Infatti, il castello è dalla parte opposta dell’isola: passiamo prima tra verdi prati, e poi in una fitta radura. Dove ne approfitto per fare la pipì.

Mica male, Ludwig. Te li sapevi proprio cercare i posti.

Arriviamo di fronte al castello: è la copia di Versailles: il palazzo, le fontane, il parco, il Gran canal. Mangiamo al volo e alle 13.15 il nostro turno. Il castello è ricco, sontuoso, sperperone. Una scala bianca, con marmi rossi, dipinti. Un armadio per gli strumenti musicale, la sala degli specchi, la camera reale. Tutto in copia a Versailles. Il castello non è stato terminato per mancanza di fondi, e così un’ala è fatta di mattoni. E’ bello veder come il castello sia stato costruito.

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All’uscita visitiamo un museo, e ci mangiamo un ottimo geatin. Riprendiamo la camminata e poi il battello. Che pace in mezzo al lago: ora ci sono centinaia di vele […].

Visitiamo il paesello sul lago: molto bello, la sera ci sono i presupposti per una mega sagra. Ma noi dobbiamo tirare avanti, fino a Salisburgo. Non è lontano e lungo la strada troviamo facilmente un Gasthof libero, anche se il prezzo è un po’ proibitivo (86 €) ma Marco che aveva prenotato via internet ci diceva che i prezzi sono questi in questa zona.

Molliamo le valigie e ci dirigiamo verso Salisburgo. Parcheggiamo in un parcheggio sotto la fortezza.

Ci da l’idea di una città molto snob, molte bicicletta, tutto è pulito, gira gente vestita molto bene. Diamo un’occhiata in giro e la Marti becca un negozio di cincionerie di Natale. Passiamo un bel quarto d’ora a guardare ovetti di Natale. Un’esperienza terribile. Dalla piazza di Mozart si vede la fortezza e ci facciamo scattare una bella foto.

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Passeggiamo in lungo e in largo, arriviamo fino al ponte: siamo stanchi e alle 7.15, in perfetto orario austriaco, ci sediamo a tavola per il nostro ultimo arrosto con canederli. Ottimo. Prima che il sole tramonti, saliamo in cima alla collina con l’ascensore per goderci il panorama della città. Il sole è già scomparso dietro le montagne, e il cielo da rosso si sta facendo più scuro. Le luci cominciano ad accendersi: lo spettacolo che offre Salisburgo a quest’ora merita proprio un bacio.

[…]

CONSIGLI

  1. Cercate da dormire alle porte di Salisburgo: è una meta molto costosa
  2. Parcheggiate il più possibile fuori: il parcheggio sotto la rocca costa 2,5 €/h

 

DA NON PERDERE

  1. Il negozio di ovetti di Natale lungo la via principale
  2. L’ascensore che porta al punto panoramico

 

CON IL SENNO DI POI

  1. Un giro sulla fortezza forse vale la pena

 

 

*****

 

8° giorno – HELLBRUNN E EISRIESENWEISS

Padova, 18 Agosto 2012

Questa mattina ci alziamo con calma, direzione Hellbrunn. Ci compriamo il bollino per le autostrade austriache e ci mettiamo in marcia.

La visita al castello comprende anche il giardino con i giochi d’acqua. E’ molto divertente: io mi siedo sul tavole dei commensali nel teatro romano e vengo lavato da un getto che era proprio sotto il mio sedere. Me l’ero cercata, ma quello proprio non l’avevo visto. La giornata è estiva e mi asciugo in fretta. Continuiamo la nostra camminata lungo i giardini: è stata una visita divertente seppur breve. Camminiamo nel parco, di un colore verde intenso. Lì in fondo vediamo dei fiori: non perdiamo occasione di vederli da vicini: sono delle mega dalie. Visitiamo in velocità l’interno del castello e ci mettiamo in macchina.

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Più a sud, a Werf, ci sono delle splendide grotte di ghiaccio. Per l’ora di pranzo siamo in zona, cominciamo la salita sotto un sole cocente. Fa veramente caldo, e non è l’ora migliore per fare 800 m di dislivello. Per fortuna che parte sono in funivia. Al rifugio ci prendiamo un bel bratwurst. Ci aiuta anche una lunga galleria, tanto buia quanto fresca (eh sì, ci voleva proprio il pile). Arrivati di fronte all’ingresso della grotta ci attrezziamo:  ci siamo portati appresso una bella dose di vestiti pesanti. L’ingresso avviene attraverso una stretta porticina dove, per effetto camino e Venturi, c’è un fortissimo vento in uscita (d’inverno è al contrario!). La grotta è buia, in mano abbiamo delle vecchie lampade ad olio, che rendono ancora più suggestivo il cammino. Ci addentriamo dentro la montagna, su per 700 gradini. Altrettanti ce ne aspetteranno in discesa. La grotta incute un po’ di paura: siamo nel cuore della montagna, al buio e a 0°C. Ma ogni volta che la guida accende le lampade al magnesio, è uno spettacolo: grandi ammassi di ghiaccio brillano davanti ai nostri occhi. E’ uno spettacolo stupendo. La visita è molto faticosa, su e poi giù per le scale. Dura poco più di un’ora ma ne vale assolutamente la pena!

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Fuori dalla grotta, ci rimettiamo in tenuta estiva e ci godiamo il paesaggio alpino durante la discesa: la fatica sui muscoli si sente e ce la prendiamo proprio con calma. Anche perché la nostra vacanza sta per finire … e io non voglio proprio che finisca.

Arrivati a valle prendiamo la statale per goderci la lentezza dei paesaggi: piccoli paesini, il torrente, i boschi: che pace. Riprendiamo l’autostrada per portarci avanti. … per sbaglio ci avventuriamo su un passo che ci concede gli ultimi scorci di vacanza… CI fermiamo poco prima del confine per gustarci la nostra ultima cena crucca.

[…]

Attraversiamo il Carso, passiamo per Lignano e parcheggiamo la nostra fedele Grande Punto, ridotta ad un magazzino itinerante, nel parcheggio sotto casa.

E’ quasi mezzanotte, fa molto caldo. Ci addormentiamo con il sorriso nel cuore per i meravigliosi giorni passati insieme.

A spasso, come piace a noi.

 

CONSIGLI

  1. Preparatevi vestiti pesanti per la visita alla grotta di ghiaccio: dentro fanno 0 °C

 

DA NON PERDERE:

  1. I giochi d’acqua del castello di Hellbrunn sono proprio simpatici

 

CON IL SENNO DI POI

  1. La zona intorno alla grotta di ghiaccio è molto bella e non lontano c’è la Grossglockner Hochalpenstraße: dedicateci un giorno intero

 

 

*****

 

 

COSTI

1500 € in due, tutto compreso, senza farci mancare nulla.

Abbiamo visitato tutto quello che volevamo, abbiamo sempre mangiato al ristorante, e ci siamo comprati diversi Souvenirs.

Volendo si riesce a spendere anche 1200€-1300€.

 

Alloggi  €    495
Auto  €    220 (60€ se ne sono andati in parcheggi)
Divertimento  €    125
Museo  €    135
Regalo  €      80
Vitto  €    430
Trasporti  €      15
Altro  €      20

 

 

 

 

3 pensieri su “Tra Innsbruck e la Baviera alla ricerca di quel matto di Ludwig II

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