Venezia col passeggino: #yeswecan

 

Venezia, col passeggino si può? Abbiamo affrontato la sfida un pomeriggio di autunno. E’ stata una gran sudata, ma ce l’abbiamo fatta.

Lunghezza del percorso: circa 7 km

Come siamo arrivati a Venezia? In treno, qui il racconto del nostro viaggio


Sicuramente la soluzione treno è la migliore a livello di trasporto.

Usciti dalla stazione Santa Lucia, capiamo subito quale sarà il tenore della giornata: scalini, ponti, passeggino in spalla. Ecco il primo, il ponte degli scalzi. Lizzie ci guarda stranita e si aggrappa al maniglione: “che succede? Dove andiamo?”.

Durante la giornata ci farà l’abitudine, sono almeno 20-25 i ponti che scaliamo con il passeggino, a fine giornata si faranno sentire sulle ginocchia!

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Dalla stazione alla punta della dogana. Evitiamo appunto Strada Nuova, attraversando il ponte degli Scalzi e avventurandoci in una delle prime calli a sinistra. Di li ci spostiamo fino alla basilica dei Frari, e poi fino all’Accademia. Non ci sono molti turisti in questa zona, e ci godiamo la nostra Venezia. DI qui ci spingiamo, costeggiando il Canale della Giudecca, la Basilica della Madonna della Salute. Ci godiamo il panorama con non più di una decina di turisti dalla punta della Dogana.

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Fino a San Marco. Torniamo indietro verso l’Accademia, e attraversiamo lo storico ponte in legno (questo veramente ci ha tagliato le gambe!!!), e poi avanti fino a piazza San Marco. Qui Lizzie parte agguerrita per una caccia al piccione che ahimè ci vede perdenti!

Strada Nuova. Per il ritorno decidiamo di prendere strada nuova, pessima idea. I turisti sono molti, e con il passeggino si fa davvero fatica a muoversi, soprattutto nel tratto che porta fino a Rialto.

Rialto: Fondaco dei tedeschi, polpettina e mozzarella in carrozza. A Rialto prendiamo fiato, entrando dentro il nuovo negozio di grandi firme “Fondaco dei tedeschi”. Il palazzo è stato davvero ristrutturato bene: peccato non aver prenotato la visita alla terrazza (ci hanno detto che è necessario farlo i giorni precedenti dal sito internet). Ci siamo comunque goduti la vista sul Canal Grande attraverso i grandi finestroni del palazzo. Per riprenderci dalla delusione ci siamo rifatti con un aperitivo a base di polpettina di carne e mozzarella in carrozza alla Rosticceria Gislon, un must dei nostri giretti a Venezia.

Una deviazione: la libreria acqua alta. A noi piace fare un salto e spulciare tra le montagne di libri. La pompa a Venezia è uno dei must. E poi questa deviazione permette di fare calli poco turistiche… e noi adoriamo la calma.

E se siete stanchi? C’è sempre il vaporetto. Talvolta l’abbiamo preso da San Marco. Il costo è di 7,5 euro. Oltre che a risparmiare un bel po di gradini, vale la pena per lo spettacolo che offre il canale grande. E poi per i Monellini la barca è sempre un gran bel gioco.

Quindi, si può? E’ stata sicuramente una giornata stancante: salire e scendere con il passeggino fiacca le ginocchia, ma Venezia è sempre unica (anche se i troppi turisti danno talvolta fastidio).  #yes,we can!

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